How to stand out at work or at a job interview

Having grounded technical knowledge, being «good at your own job» is no longer enough: it has not ever been enough, actually, but today given that the labor market tightens, having a quid more than the others – whatever it may be – can be our trump card. A river of applications arrive for a single job position, as well as potential clients have available a large number of suppliers and experts to choose from the best one. Here, that’s the point, how do we choose the best one?

Soft skills make the difference

First of all, we have to clarify that “the best” is a partial conception, instead we should talk about the right person for a certain project or job role: people are more than just their CV and the contribution they can provide with their work is not so easy to foresee; an employee with very thorough knowledge seems perfect for a company, unless when important projects are not completed on time or important clients “run away” due to lack of professionalism.

Transversal expertise, so much-vaunted that they often seem empty tags, prove to be anything but secondary: teamworking, proactivity and flexibility are only some of the traits of the perfect employee. Certainly, nobody has them all, and the more suitable opportunities arise exactly from this observation: companies are not all the same, as the employees they are looking for.

Which are the most important soft skills?

In January 2016, the World Economic Forum published an interesting research about the future of work: it affirms transversal expertise will be increasingly important in the selection processes and it draws up a principal list.

  1. Problem Solving, or solving brilliantly everyday obstacles, for example moments of crisis: at all levels, be able to handle unforeseen is essential.
  2. Creativity: having energetic ideas and an original approach to an activity which “has always been done in this way”.
  3. Negotiation: being able to understand situations and people’s behaviors is the first step, knowing how to use it to your own advantage is a guarantee of great results.
  4. Lateral Thinking: it is about observing problems from different points of view, analyzing pros and cons and looking for new paths to follow.
  5. Decision – making capacity: it means being able to make decisions, but also take responsibility.
  6. Be a good leader: encourage your employees, grow the business and create a collaborative climate. Of course, it is not easy: if you want some advice, read also Leaders are not born, but they are made…reading.
  7. Emotional Intelligence: it is about being able to manage in a positive way with your feelings and other’s feelings – whether they are colleagues, clients or competitors.
  8. Critical Thinking: this is a very discussed soft skill. Being able to criticize constructively is important for the company’s growth, but not any manager is willing to accept it.
  9. Stress Management: working under pressure does not mean to overdo, it rather means to got the pulse on the situation and on your own limitations and organize yourself consequently.
  10. Proactivity: it concerns looking a bit further and planning long term activities without waiting to be subjected to events.

This list will be only and ever partial: many soft skills can be exercised and acquired, but we will only reach excellence where we are naturally capable, whether it is a strong problem solving attitude or a highly developed emotional intelligence.
So, in order to be the right man or woman in the right place, it is important to be the kind of person who integrates harmoniously in the work environment, producing an added value.

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Come emergere sul lavoro o a un colloquio di selezione

Possedere solide conoscenze tecniche, essere per così dire «bravi nel proprio lavoro», non basta più: in realtà, forse, non è mai stato sufficiente, ma oggi che la coperta del mercato del lavoro si stringe, possedere un quid in più degli altri – qualunque esso sia – può essere la nostra carta vincente. Per un singolo posto di lavoro arrivano fiumi di candidature, come anche dei potenziali clienti hanno a disposizione un gran numero di fornitori o professionisti tra cui scegliere il migliore. Ecco, il punto è proprio questo, come si sceglie il migliore?

Le soft skills fanno la differenza

Innanzitutto, bisogna chiarire che “il migliore” è un concetto relativo, piuttosto si dovrebbe parlare di persona giusta per il tale progetto o posizione lavorativa: le persone sono più del loro cv e l’apporto che possono fornire con il loro lavoro non è così facile da prevedere; un dipendente con conoscenze molto approfondite sembra l’ideale per un’azienda, salvo quando progetti significativi non sono portati a termine in tempo o clienti importanti “scappano” a causa di poca professionalità.

Le competenze trasversali, tanto incensate che spesso sembrano vuote etichette, si dimostrano così tutt’altro che marginali: saper lavorare in gruppo, essere proattivi, mostrare flessibilità sono solo alcune delle caratteristiche che il dipendente perfetto dovrebbe possedere. Certamente nessuno le possiede tutte e proprio da questa considerazione nascono le migliori opportunità: non tutte le aziende sono uguali, come i dipendenti che cercano.

Quali soft skill sono le più importanti?

A gennaio 2016 il World Economic Forum ha pubblicato un interessante studio sul futuro del lavoro: si afferma come le competenze trasversali saranno sempre più importanti e considerate nei processi di selezione, e ne fa anche un elenco di massima.

  1. Problem Solving, ovvero saper risolvere in modo brillante le difficoltà di ogni giorno come i momenti di crisi: a ogni livello, saper gestire l’inaspettato è fondamentale
  2. Creatività: avere idee fresche, ma anche un approccio inedito a un lavoro «che si è sempre fatto così»
  3. Negoziazione: saper interpretare le situazioni e i comportamenti altrui è il primo step, saper volgere tutto questo a vantaggio proprio e dell’azienda è garanzia di ottimi risultati
  4. Pensiero laterale: si tratta di osservare i problemi da diversi punti di vista, analizzando pro e contro per arrivare a percorrere strade mai battute prima
  5. Capacità decisionale: significa saper prendere le decisioni, ma anche assumersene le responsabilità
  6. Essere un buon leader: stimolare i propri dipendenti, far crescere l’azienda e creare un clima collaborativo. Certo non è facile: se vuoi qualche consiglio in merito leggi anche «Cinque libri da leggere per diventare un ottimo leader»
  7. Intelligenza emotiva: si tratta di saper gestire in modo costruttivo i sentimenti propri e degli altri, che siano colleghi, clienti oppure competitor
  8. Pensiero Critico: ecco una soft skill su cui c’è molto dibattito. Saper fare critiche costruttive è importante per la crescita di un’azienda, ma non tutti i manager sono disposti ad accoglierle
  9. Gestione dello stress: saper lavorare sotto pressione non significa strafare, significa piuttosto avere il polso della situazione e dei propri limiti e gestirsi di conseguenza
  10. Proattività: si tratta di guardare un po’ più in là, progettare il lavoro a lunga scadenza senza aspettare di subire gli avvenimenti

In realtà, questo elenco è sempre e solo parziale: molte soft skill possono essere allenate o imparate, ma raggiungeremo l’eccellenza solo dove già siamo naturalmente bravi, che sia una spiccata attitudine al problem solving oppure un’intelligenza emotiva molto sviluppata.
Insomma, per essere l’uomo o la donna giusti al posto giusto, è importante ormai essere il tipo di persona che si inserisca armoniosamente nell’ambiente lavorativo, apportando un valore in più.

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