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A&B Business Center - Articolo - Le to-do-list funzionano?

Sicuramente ci rassicurano, ma l’efficacia delle “to-do-list”, la lista delle cose da fare, è messa in discussione. Ci sono alternative più valide e più efficienti. Scopriamo quali.

Il dubbio dell’efficacia

È una prassi che fanno in molti: redigere a inizio giornata o a inizio settimana una lista delle cose da fare. Viene fatta perché è un qualcosa di rassicurante e dà l’impressione di avere tutto sotto controllo.

Inoltre, redigere una lista è un qualcosa che in molti pensano sia ben visto dagli altri colleghi e dai superiori.

Eppure c’è chi crede che le “to-do-list” possano far calare la produttività. Ciò perché scatenerebbero in chi le redige dei comportamenti distorti.

Perché le “to-do-list” danneggiano la produttività?

I sostenitori dell’inefficacia delle liste delle cose da fare sono aumentati negli ultimi tempi. Tra di essi c’è soprattutto l’autore e conferenziere Nir Eyal.

Questi ha rilasciato in un’intervista con The Next Web nella quale sostiene proprio l’inefficacia delle “to-do-list”.

Secondo Eyal, infatti, coloro i quali compilano questo tipo di liste, hanno molto spesso la tendenza ad aggirare i compiti più importanti e delicati per concentrarsi su quelli più facili.

Una valida alternativa

Secondo l’autore, l’alternativa ci sarebbe e consentirebbe di non danneggiare la propria produttività.

Sarebbe quindi un metodo più efficiente quello di utilizzare un calendario. Questo andrebbe quindi diviso in blocchi nei quali inserire attività specifiche.

In questo modo, si otterrebbero prestazioni migliori, perché vincolate all’orario in cui devono essere svolte. Salvaguardando così la produttività.

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