INTERNET OF THINGS: BENEFICI E RISCHI DI ESSERE SEMPRE CONNESSI

16 Mag INTERNET OF THINGS: BENEFICI E RISCHI DI ESSERE SEMPRE CONNESSI

 

Internet of Things: una grande rete di connessioni, dove gli oggetti e i luoghi reali si scambiano informazioni, attraverso Internet, per migliorare la qualità della vita. I dispositivi intelligenti connessi alla rete hanno la capacità di interagire con l’ambiente esterno recuperando, elaborando e trasmettendo informazioni tra Internet e il mondo reale. Ma quali sono i benefici e quali invece i rischi? Molti degli oggetti connessi di uso quotidiano offrono notevoli vantaggi e ci semplificano la vita, ma il sistema racchiude anche molti pericoli da non sottovalutare: sicurezzaprivacyetica digitaledisoccupazione tecnologica, ecc..

Pensiamo alla praticità di interagire con i propri elettrodomestici pur non essendo a casa. Avviare la lavatrice oppure accendere il forno, in modo tale da trovare il bucato pronto da stendere o la cena già pronta da mettere in tavola al nostro rientro, sono soltanto alcune delle potenzialità che offrono gli elettrodomestici muniti di chip, sensori o dispositivi di connessione radio che ne permettano l’attivazione a distanza grazie ad un software ed un app. Ma un settore così delicato dovrebbe avere anche regolamentazioni precise. La mancanza di una legislazione sulla sicurezza dei vari oggetti che possono essere connessi ad Internet in realtà, fa sì che le aziende producano articoli che possono essere successivamente manovrati anche dai malintenzionati. Ogni sistema che in qualche modo memorizza informazioni personali oppure ha a che fare con la proprietà intellettuale, può essere sotto minaccia se i sistemi di protezione della rete sono deboli o si sottovaluta il valore di rischio. Si pensi ai numerosi giocattoli in grado di registrare la voce dei piccoli, salvando i loro discorsi su un server online non protetto, alle lampadine smart che possono essere manovrate dagli hacker, ai GPS tracker che dovrebbero donare la sicurezza di monitorare i movimenti dei propri figli, ma che in realtà possono rappresentare un enorme pericolo se intercettati dagli hacker che diverrebbero così in grado di localizzare vostro figlio in qualsiasi momento.

I pericoli connessi agli oggetti collegati ad internet in realtà hanno un solo enorme limite: quello legato alla fantasia degli hacker. Sì, perché in realtà tali oggetti possono sfruttare, se intercettati dalle persone sbagliate, i vantaggi che dovrebbero offrire, trasformandoli in reali pericoli. Questo è quanto riportato dall’esperto di sicurezza Eyal Ronen che, insieme a Colin O’Flynn (studente della Dalhousie University of Canada), ha partecipato lo scorso anno alla conferenza dedicata al mondo della sicurezza informatica Black Hat Security che si è svolta a Las Vegas. I due hanno voluto portare, a dimostrazione delle loro affermazioni sulla pericolosità racchiusa in Internet of Things, i risultati ottenuti con un drone, con il quale sono riusciti a prendere il controllo delle lampadine intelligenti Philips Hue. Questo tipo di lampadine è conosciuto per la loro sicurezza e per la totale gestione che può avvenire soltanto attraverso uno smartphone. Il fatto che i dispositivi si trovassero all’interno di un edificio in cui hanno sede aziende particolarmente attente alla propria sicurezza, ha reso la sfida ancor più dura. Tuttavia l’hacking è riuscito in poco tempo e con una spesa relativamente ridotta a portare a termine il suo attacco, riuscendo a far lampeggiare l’impianto.

 
Indubbiamente Internet of Things offre numerosi benefici e vantaggi per l’utente finale e per le aziende, ma deve ancora essere migliorato con maggiori garanzie legate alla sicurezza dei sistemi. E’ fondamentale essere consapevoli dei rischi che ciò comporta e delle soluzioni per mettere al sicuro i propri device e la propria vita privata, quindi, quando desideriamo acquistare l’ultimo dispositivo intelligente uscito sul mercato, almeno, prima, poniamoci qualche domanda per valutarne il livello di sicurezza.

ShareShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedIn